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Il cinema e l’immagine dello straniero

Blog - Prospettive

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 Lidia Tarantini 
 Psicoterapeuta - Presidente Associazione ETNA 
 Presidente  Capalbioart 

La  parola “straniero” è una di quelle parole che più di altre si presta a coagulare infinite fantasie, proiezioni, echi, rimandi di segno spesso opposto, e ultimamente, grazie anche ad una sapiente regia politica, questo termine sta cambiando di segno nell’immaginario collettivo: in passato avevamo sempre pensato di essere uno dei paesi europei meno razzisti, più accoglienti, un paese nel quale lo straniero, non ancora migrante, è vero, era però sempre visto con curiosità, rispetto, e a volte anche con un leggero sentimento di servile inferiorità da parte nostra.

Ultimamente le cose stanno cambiando e stiamo diventando un paese sempre più xenofobo. Cosa ha prodotto questa  vistosa inversione di tendenza?

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Ripensare alla vulnerabilità nei suoi contesti

Blog - Prospettive

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 Natale Losi 
 Comitato Scientifico CONTEXTUS 
 Direttore della Scuola di Psicoterapia Etno-Sistemico-Narrativa di Roma 

L'idea, il principio, per cui ci siano Paesi, comunità di individui "forti", che si occupino dei loro simili meno fortunati e più "vulnerabili", non può essere che accolta favorevolmente. Passando da quest'idea generale al nostro particolare, al nostro "contesto", al nostro compito costituzionale di cittadini attenti e partecipi,  ancor più dovuto in quanto "operatori umanitari", vorremmo discutere come essa si applichi alle situazioni in cui la possiamo verificare.

Una delle occasioni che ci sono state date è proprio il programma "Contextus". Come recita una definizione riportata in altra parte del sito, contesto significa: "tessuto, intreccio di fili”.

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Psicopatologia e immigrazione: necessità di un approccio sistemico

Blog - Esperienze

Dal giugno 2008 più di 2000 persone sono transitate da un CARA (Centro di accoglienza per Richiedenti Asilo) e da un CIE (Centro di Identificazione e di Espulsione) provenienti dall’Africa subsahariana (Nigeria, Niger, Ghana, etc.), dal Corno Orientale dell’’Africa (Somalia, Eritrea), dall’Africa mediterranea (Marocco, Tunisia), dal Medio Oriente (Irak, Palestina) e dall’Oriente (India, Pakistan, Afghanistan).

L’osservatorio psichiatrico di Brindisi aveva già visto passare Albanesi  all’inizio degli anni ‘90, in seguito Slavi  e mediorientali.

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