Diritti e cittadinanza Orientamenti generali

Orientamenti generali - Diritti e cittadinanza


Bisogni e diritti
I bisogni delle persone che hanno presentato richiesta di protezione internazionale devono essere oggi analizzati e riconosciuti attraverso il linguaggio e lo strumento dei diritti umani.
Storicamente il linguaggio dei diritti si è progressivamente affermato nel corso dei secoli, nel mondo occidentale, in risposta ai bisogni volta volta emergenti nell’ambito della società.

“(…) I diritti dell’uomo (…) sono diritti storici, cioè nati in certe circostanze, contrassegnate da lotte per la difesa di nuove libertà contro vecchi poteri, gradualmente , non tutti in una volta e non una volta per sempre (…): la libertà religiosa è un effetto delle guerre di religione, le libertà civili, delle lotte dei parlamenti contro i sovrani assoluti, la libertà politica e quelle sociali, della nascita, crescita e maturità del movimento dei lavoratori salariati, dei contadini con poca terra o nullatenenti, dei poveri che chiedono ai pubblici poteri non solo il riconoscimento della libertà personale e delle libertà negative, ma anche la protezione del lavoro contro la disoccupazione, i primi rudimenti d’istruzione contro l’analfabetismo, e via via l’assistenza per l’invalidità e la vecchiaia, tutti bisogni cui i proprietari agiati potevano provvedere da sé”
(N. Bobbio, L’età dei diritti, Torino, Einaudi, 1990, pp. XIII-XIV)

Formulare il tema dei bisogni dei richiedenti protezione internazionale e dei rifugiati attraverso lo strumento e il linguaggio dei diritti umani non costituisce dunque una pura formula retorica, né può ridursi all’attenzione alle sole dimensioni procedurali e formali del riconoscimento dei diritti.

A maggior ragione laddove si voglia promuovere un approccio in grado di tutelare i diritti dei richiedenti protezione internazionale particolarmente vulnerabili, utilizzare il linguaggio dei diritti umani deve piuttosto significare:
  • Riconoscere il carattere esigibile dei bisogni dei richiedenti protezione internazionale
  • Sottrarre la loro tutela all’arbitrio politico-istituzionale e a qualsiasi approccio paternalistico, filantropico o caritatevole 
  • Porre l’individuo, la sua storia, la sua cultura, le sue aspirazioni e le sue risorse al centro della riflessione


Il complesso delle norme a tutela dei diritti umani risponde infatti all’intento di:

  • garantire a tutti gli individui, in relazione alle loro specifiche e concrete condizioni e ai loro bisogni, eguale trattamento ed eguale protezione
  • rispettare la dignità umana di ogni individuo, ovvero “riconoscere il valore universale della vita di ogni essere umano”

La mancata risposta da parte dei servizi e delle istituzioni a uno dei bisogni riconosciuti nelle norme nazionali e internazionali costituisce dunque, in primo luogo, una violazione del diritto correlato a tale bisogno e, in secondo luogo, un elemento che può contribuire ad aggravare le condizioni di vulnerabilità proprie dei richiedenti protezione internazionale.

Per approfondire questo argomento cfr. la rubrica Risorse

Vulnerabilità “prospettica”
Il disagio mentale o fisico, l’essere stato vittima di torture e/o violenze, la minore età, l’età avanzata o l’essere donna, così come altre forme o condizioni di vulnerabilità, non costituiscono certamente problemi specifici solo dei richiedenti asilo.
Sicuramente però le diverse fasi del processo migratorio, con i numerosi e drammatici fattori di rischio ad esso connessi (dalle esperienze precedenti alla partenza e dai molto spesso traumatici eventi migratori, con il loro carico di perdite e separazioni e le precarie condizioni di viaggio, alle difficoltà di adattamento e a quelle connesse alla precarietà del proprio status, agli ostacoli linguistici e socio-culturali che caratterizzano l’arrivo) possono portare a un severo aggravamento delle vulnerabilità dei migranti.
Qualsiasi analisi e riflessione in materia di vulnerabilità richiede dunque di prestare attenzione non solo alle caratteristiche dei singoli individui, né solo alle problematiche sociali e contestuali, ma, in senso “prospettico”, ad entrambe queste importanti dimensioni tanto nelle esperienze dei migranti, quanto degli operatori dei centri e dei servizi territoriali quotidianamente confrontati nel difficile compito di comprendere e rispondere ai loro bisogni , decodificabili solo attraverso il ricorso a conoscenze e metodologie di tipo integrato e transculturale.

Per approfondire questo argomento cfr. la sezione Vulnerabilità e Resilienza

Quale cultura?
Nell’applicazione e nella tutela del complesso dei diritti riconosciuti ai richiedenti protezione internazionale particolare attenzione andrebbe riservata ai cosiddetti “diritti culturali” degli individui.
La natura etnocentrica del linguaggio dei diritti umani, frutto della storia e della tradizione occidentale, richiede infatti che particolare attenzione sia riservata, in qualsiasi contesto e in relazione ai diversi ambiti di tutela dei diritti, al diritto di ogni individuo alla scelta e alla libera espressione della propria identità culturale.

Per approfondire questo argomento cfr. la rubrica Risorse bibliografiche tematiche
 

Quali diritti?
I diritti dei richiedenti protezione internazionale  devono dunque essere analizzati  prendendo in considerazione 3 categorie di diritti:
a)    sia i diritti che spettano loro in quanto esseri umani;
b)    sia i diritti che spettano loro in quanto individui appartenenti a particolari categorie (minori, donne, anziani, disabili, malati, vittime di tortura);
c)    sia i diritti che spettano loro in quanto richiedenti protezione internazionale;

Per approfondire questo argomento cfr. la rubrica Risorse

Quali procedure?

Un requisito fondamentale per la tutela dei diritti dei richiedenti protezione internazionale e per l’efficace individuazione e presa in carico delle loro situazioni di vulnerabilità è costituita dalla conoscenza e dal rispetto dei requisiti minimi procedurali previsti dalla normativa di settore per il riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato.

In particolare, è utile analizzare quali siano:

a.  le disposizioni generali concernenti l’istituzione e i compiti delle Commissione nazionale e delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale

b.  le modalità di accesso alle procedure per la presentazione della domanda

c.  le norme e le garanzie previste per lo svolgimento dell’audizione

d.  le modalità previste per l’istruttoria delle domande di protezione internazionale

e.  le norme e i criteri per l’attribuzione della qualifica di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria e le diverse tipologie di permesso di soggiorno previste dalla normativa

  Scarica il seguente documento di approfondimento sulle procedure. 

Consulta inoltra i principali manuali operativi di settore e i più importanti siti di informazione giuridica disponibili nella rubrica Strumenti e alcuni articoli di settore nella rubrica Risorse

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