Diritti Umani

I diritti umani sono i diritti di ogni essere umano. Essi sono stati proclamati per la prima volta dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

Prima della Dichiarazione Universale in altre importanti dichiarazioni – Dichiarazione dei diritti della Virginia del 1776, Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776, Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 – i diritti erano proclamati come diritti naturali dell’uomo, ossia come diritti che si possiedono fin dalla nascita, ma non come diritti umani. I diritti dell’uomo avevano infatti una chiara connotazione di genere (diritti dell’individuo di genere maschile) e una altrettanto chiara connotazione di classe (diritti degli individui appartenenti alla classe sociale della borghesia)

I diritti umani non sono diritti naturali. Essi sono riconosciuti ad ogni essere umano senza distinzioni di genere, di classe, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di origine nazionale o sociale (art. 2 della Dichiarazione Universale del 1948). Il loro fondamento è la dignità, ossia il valore della vita di ogni essere umano.
Il rapporto tra i diritti umani e la dignità come loro fondamento è chiaramente riconosciuto nel Preambolo della Dichiarazione Universale del 1948: “Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti membri della famiglia umana, e dei loro diritti uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo…”.
Il Preambolo stabilisce inoltre, come appare evidente, il rapporto necessario tra diritti e pace: non ci può essere pace nel mondo finché non siano garantiti i diritti umani di ogni essere umano.

Nella Dichiarazione Universale i diritti umani possono essere così suddivisi: i diritti di ogni essere umano (artt. 1-7: libertà, uguaglianza, vita); diritti dell’individuo nei suoi rapporti con i gruppi sociali (artt. 12-13: famiglia e Stato); diritti alla libertà di pensiero, coscienza, religione, riunione, associazione (artt. 18-20); diritti politici (art. 21); diritti in campo economico e sociale (artt. 22-25: diritti alla sicurezza sociale, al lavoro, al riposo, ad un tenore di vita sufficiente).

La Dichiarazione del 1948 è stata proclamata come universale. In realtà essa è il risultato della storia occidentale dei diritti.
Altre civiltà, come ad es. la civiltà islamica, hanno diverse dichiarazioni dei diritti, in particolare la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo nell’islam del 1981. La proclamazione del carattere universale delle dichiarazioni dei diritti di differenti civiltà ci porta necessariamente ad assumere una prospettiva relativistica nella considerazione delle diverse concezioni dei diritti. La ricerca è spinta pertanto a cercare un punto di vista “inter-civiltà” nell’interpretazione dei diritti appartenenti a differenti tradizioni culturali.

(Gustavo Gozzi)
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