Contesto economico

Paesi di Origine - Eritrea

Le continue guerre hanno lasciato una ferita profonda nell’economia del paese.

Priva di grandi ricchezze naturali, l’Eritrea ha visto crollare anche il traffico marittimo del porto di Assab, ormai soppiantato da Gibuti, a causa della guerra, mentre i rapporti commerciali intrattenuti per anni con il Sudan sono cessati per reciproche accuse di complotti che i due governi si lanciano regolarmente.

Il regime di Afewerki non ha buoni rapporti con l’Unione Europea e con l’Unione Africana, e ciò impedisce di reperire i fondi per poter varare un credibile programma di sviluppo economico.

La bilancia commerciale è perennemente in rosso, con le importazioni che superano di quasi 16 volte le esportazioni e una crescita economica che nel 2002 ha fatto registrare un allarmante -1,8%.

Nonostante ciò il regime di Afewerki continua a mantenere mobilitato un esercito di 350.000 uomini e le spese militari occupano più del 20% del PIL, un primato mondiale difficilmente raggiungibile.

Le crisi ambientali, sotto forma di deforestazione, desertificazione, erosione del suolo e di eccessivo sfruttamento dei terreni a pascolo, hanno provocato una cronica carenza di risorse alimentari (WB 2009). In aggiunta al fattore ambientale, si ritiene che anche il sistema di proprietà della terra abbia contribuito all'insicurezza alimentare in Eritrea (Rena, 2005). Secondo la Legge della Terra (58/1994), la proprietà di tutta la terra è diritto esclusivo dello stato. Il Presidente ha il potere di distribuire terreni e la sua decisione non può essere appellata nè essere soggetta a revisione giudiziale. 

 

Paesi di origine e transito

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