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Contesto economico

Paesi di Origine - Ghana

Ben dotato di risorse naturali, il Ghana ha una produzione procapite superiore rispetto agli altri paesi dell’Africa Occidentale. L’economia nazionale è basata sull’importanza del settore primario sostenuto dall’esportazione del cacao. Il Ghana è infatti il secondo produttore di cacao a livello mondiale, con una media di 350 mila tonnellate annue[1].

Altri importanti prodotti di piantagione sono l'olio di palma, le arachidi, il caffè, il tabacco, la frutta tropicale e la canna da zucchero.

Le colture di sussistenza, di cui le principali sono il mais, la manioca, il riso, il sorgo e il miglio, hanno registrato un incremento negli anni ’70 e ’80 e sono ormai in grado di soddisfare il fabbisogno nazionale.

L'allevamento è debole e basato su una povera pastorizia di ovini e caprini, mentre la pesca è praticata con sistemi artigianali ed è un prezioso complemento all'alimentazione delle masse rurali.

Notevole rilevanza hanno inoltre le risorse minerarie del paese, piuttosto consistenti. I principali giacimenti riguardano l'oro e i diamanti e a Saltpond si trova anche un impianto per l'estrazione del petrolio.

Gli idrocarburi scarseggiano e la maggior parte dell'energia elettrica è ricavata dalle centrali di Akosombo, sul fiume Volta, e di Kpong, la cui produzione non riesce a sopperire all'intero fabbisogno del Paese.

Nonostante la rilevante presenza di risorse naturali, la bilancia commerciale è deficitaria dal momento che le esportazioni sono minori alle spese d'importazione. In particolare, contro le esportazioni di oro, legname, cacao ed alluminio si contano le importazioni di macchinari, petrolio, prodotti chimici ed alimentari.

Il settore terziario ha una certa incidenza sul reddito procapite e il turismo negli ultimi anni sta attraversando un trend positivo.

Oggi, dopo alterne vicende ed una lunga e grave crisi economica (dalla metà degli anni Sessanta fino alla metà degli anni Ottanta) dovuta al crollo del prezzo cacao, il Ghana non viene più annoverato tra i Paesi più poveri al mondo, grazie ad un piano di risanamento che ha portato alla ripresa economica degli ultimi anni. Il Ghana gode infatti oggi di buone prospettive di crescita con uno sviluppo in transizione grazie alla ripresa del prezzo del cacao, all’incremento del traffico nei suoi porti che sono diventati nodi nevralgici del traffico marittimo dell’area (prima incentrato sui porti ivoriani che hanno perduto quote di traffico a causa dell’instabilità politica che dal 2003 è presente in Costa d’Avorio) e infine grazie ad un primo embrione di sviluppo del turismo. Tale ripresa si rispecchia nel miglioramento dell’Indice Sviluppo Umano(ISU) del Paese, tanto che nel Rapporto Internazionale sull’ISU 2007 il Ghana presenta un ISU pari allo 0,5536 che lo colloca a livello mondiale tra i Paesi a medio sviluppo umano il che indica non solo un miglioramento delle condizioni economiche ma anche di quelle sociali.

Per un approfondimento del contesto economico africano si legga “Il continente nero nella trappola del liberismo” di di Sanou M'Baye, disponibile sul sito in lingua italiana di Le Monde Diplomatique al seguente indirizzo

 


[1] La monocoltura del cacao, coltivato nella regione centrale dell'Ashanti, espone però il paese a gravi crisi in corrispondenza delle oscillazioni mondiali dei prezzi.

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