Contesto storico

Paesi di Origine - Nigeria

Già molto prima della dominazione coloniale, le varie popolazioni della Nigeria avevano stabilito delle forme di governo proprie, e ogni distinta etnia possedeva un modello di organizzazione distinto. In particolare, gli Hausa- Fulani, gli Yoruba e gli Igbo, possedevano dei veri e propri sistemi politici, che li differenziavano profondamente tra di loro. L’entità che oggi conosciamo come “Nigeria” fu costituita nel 1914, quando, protettorato britannico, fu divisa, per regioni amministrative, in 4 unità principali. Da quel momento in poi, la storia della nazione è, in un certo senso, caratterizzata da una lotta per la conquista dell’indipendenza, o comunque di maggiori libertà nei confronti del dominio britannico. Soltanto nel 1960 riesce ad ottenere l’indipendenza dal governo britannico ed a costituirsi come Stato; nel 1963, invece, si costituisce in Repubblica. Dal 1966, dopo ben sei anni di governi resi instabili da continui scontri etnici, conosce una lunga serie di dittature militari.

Nel 1967 scoppia una guerra civile in seguito alla secessione della regione sud-orientale del Biafra, promossa dall’etnia igbo e sostenuta dalla Francia, interessata allo sfruttamento del petrolio di quell’area. La guerra civile si conclude solo 3 anni dopo, con la sconfitta dei secessionisti e con un bilancio pesantissimo: oltre un milione di morti dovuti agli scontri armati ma soprattutto alle carestie causate dal conflitto.

Governi militari e colpi di Stato si susseguono fino al 1979, quando il generale cristiano Yoruba Olusegun Obasanjo (attualmente presidente) cede il potere ai civili indicendo elezioni presidenziali, vinte da Alhaji Shehu Shagari. Questa parentesi viene chiusa dai militari, che riprendono il potere nel 1983 con un golpe guidato dal generale musulmano Hausa Muhammadu Buhari (attualmente leader dell'opposizione). L'esercito rimane alla guida della Nigeria con una successione di dittature e colpi di Stato incruenti per tutti gli anni '80 e '90, in una cornice economica - dominata dalle compagnie petrolifere straniere - che diventa sempre più drammatica, con l'effetto di acuire le tensioni sociali e soprattutto quelle etniche che sfociano in continue rivolte, sempre violentemente represse dal regime. Una delle più sanguinose si registra nello Stato settentrionale di Kano nel 1992, durante la quale rimangono uccise oltre 3000 persone in scontri tra cristiani e musulmani.

Nel 1995, l'esecuzione di alcuni leader dell'opposizione democratica e del Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni (Mosop), che protesta contro le compagnie petrolifere straniere per i danni sociali e ambientali da esse prodotti nella regione del delta del Niger, suscita una dura condanna internazionale del regime militare nigeriano, all'epoca guidato dal generale Sani Abacha. Ma la situazione non si sblocca fino al 1999, quando il successore di Abacha (morto nel '89), generale Abdulsalam Abubakar, legalizza il multipartitismo e indice libere elezioni presidenziali, che vengono vinte con largo margine dall'ex generale Olusegun Obasanjo, rappresentante cristiano dell'etnia Yoruba, fino ad allora estromessa dal potere.

Il governo civile di Obasanjo promulga una costituzione democratica e cerca di risollevare le sorti economiche del paese. Ma ogni cambiamento viene ostacolato dallo strapotere dei due principali attori della scena nigeriana: le gerarchie militari, che continuano ad esercitare un incontrastato dominio sulla vita politica del paese, e le società petrolifere straniere occidentali, che gestiscono le proprie aree d'azione come territori propri, senza vincoli e controlli governativi (come dimostrano i ricorrenti incidenti ambientali nel delta del Niger).

A questo si aggiunge la "reazione" del nord musulmano alla perdita del potere governativo centrale. Nel 2000 dodici Stati settentrionali sfidano il veto costituzionale introducendo la sharìa, la legge islamica. Ne seguono violenti scontri religiosi con le minoranze cristiane locali. I disordini contagiano rapidamente tutta la Nigeria settentrionale causando migliaia di morti. Inoltre, ciò ha innescato una spirale di violenti scontri religiosi in tutto il Paese, costati la vita a migliaia di persone. Tra gli scontri più recenti, quello del novembre del 2002 quando, a Kaduna, in occasione del concorso Miss Mondo, la rabbia dei musulmani scatena scontri che provocano centinaia di morti.
Il sud del Paese non rimane immune dal dilagare della violenza, che qui assume anche carattere di scontro tra vari gruppi e sottogruppi etnici (senza alcuna contrapposizione religiosa).

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