Paesi Schede paesi di origine Nigeria Il fenomeno della tratta

Il fenomeno della tratta

Paesi di Origine - Nigeria

Negli ultimi anni si è assistito ad un forte incremento del traffico di giovani donne e minorenni nigeriane a scopo di sfruttamento sessuale. Sono le minorenni e le giovani donne delle aree rurali che costituiscono la parte di popolazione più vulnerabile ai meccanismi della tratta. Un particolare aspetto del fenomeno è il sempre crescente coinvolgimento delle organizzazioni criminali che, operando a diversi livelli nei differenti paesi, riescono a coprire l’intero percorso, dalla partenza delle vittime dalla Nigeria fino al loro arrivo in Italia. Il programma di United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (UNICRI) “Prevenzione e lotta alla tratta delle minorenni dalla Nigeria verso l’Italia” intende contribuire al contrasto alla tratta attraverso la riduzione delle condizioni di vulnerabilità delle minori e giovani donne nigeriane e l’abbassamento della loro esposizione ai trafficanti attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e il rafforzamento delle capacità istituzionali nigeriane”. 

Il Programma, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, si è appena concluso, in quanto svolto da UNICRI in collaborazione con l’UNODC, autorità nigeriane e ONG nel periodo dal marzo 2008 al febbraio 2010. Progettato come un follow-up del progetto pilota, che è stato attuato nel 2002-2004, il presente Programma intende creare le condizioni per ridurre la vulnerabilità delle donne e dei minori alla tratta di esseri umani provenienti dalla Nigeria in Italia, attraverso il loro empowerment educativo, economico, sociale e culturale; rafforzare le capacità delle autorità Nigeriane di combattere contro la tratta, prevenire la tratta attraverso l’aumento della consapevolezza pubblica e sensibilizzazione tra la popolazione, assistere le vittime della tratta e favorire il loro reinserimento di successo nelle zone di origine. (Si può visionare il documento  “La tratta delle minorenni nigeriane in Italia. I dati, i racconti, i servizi sociali” seguendo il seguent link)

I gruppi criminali cambiano rapidamente le loro pratiche di reclutamento e rotte del traffico  e dei meccanismi a causa dei maggiori controlli istituti in tutto il mondo.

La tratta di esseri umani incide su tutti:  ragazze, ragazzi, donne e uomini. Tuttavia, in base alle ricerche realizzate nell’ambito del progetto pilota di UNICRI, la maggior parte delle persone vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale sono le giovani donne e i minori provenienti dallo Stato di Edo. La dimensione di genere del fenomeno della tratta è in maggior parte legata alla femminilizzazione della povertà e alle altre violazioni dei diritti economici e sociali delle donne e dei minori, (quali ad esempio impossibilità del diritto di proprietà ed eredità nella tradizione dell’entia Benin), raggiungendo proporzioni globali. Anche se è difficile accertare l’età delle giovani donne, perché una volta che arrivano in Italia, vengono private dei loro documenti (o i loro documenti attestano false informazioni) e spesso le vittime non sono disposte a rivelare la loro età, la diminuzione dell’età delle vittime sembra rimanere comunque un dato di fatto.

L’età media delle donne nigeriane vittime di tratta è compresa tra i 17 e I 30 anni, ma tende a scendere tra i 17 ai 25 e aumenta la presenza dei minorenni. In una recente ricerca condotta da Parsec nel quadro del Programma UNICRI, nell’ultimo periodo considerato (giugno2007/giugno 08), le donne nigeriane vittime di tratta rilevate in Italia erano tra le 7.800 e le 10.000 unità, attestandosi al 41,2 % del totale generale, ossia a più di un terzo del totale stimato delle vittime di tratta presenti nel territorio nazionale. Questa stima numerica pone il gruppo nigeriano al primo posto tra i differenti gruppi nazionali coinvolti nelle pratiche prostituzionali. Cosicché, a fronte di una presenza media annuale di donne adulte e minorenni nigeriane attive nel mercato della prostituzione compresa tra le 8.000 e le 10.000 unità, sono entrate ed uscite – dal 2001 alla primavera del 2009 – dalle 23.200 alle 26.500 donne (adulte e minori). L’incremento si distribuisce proporzionalmente tra le tre grandi aree geografiche nazionali (Nord, Centro e Sud), anche se nel Meridione – in proporzione – l’aumento appare maggiore.

Per la maggior parte, le ragazze provengono dallo stato di Edo, in particolare Benin City, per la concentrazione in questa città di organizzazioni specializzate nel ‘collocamento’ all’estero. Qui si trovano, infatti, i trafficanti che hanno ‘monopolizzato le rotte verso l’Italia ( vedi F. Bosco, (Emerging Crimes and Counter Human Trafficking, UNICRI), “Tratta di persone  Nigeria-Italia. Caratteristiche del fenomeno e criticità”),

Molti fattori aumentano la vulnerabilità delle/dei giovani e di conseguenza favoriscono la loro offerta come potenziali vittime della tratta di esseri umani. I più diffusi sono: la povertà e il desiderio di guadagnarsi da vivere e sostenere la famiglia, la mancanza di istruzione e la mancanza di accesso alla scuola; la mancanza di lavoro dignitoso e di reali opportunità di lavoro e gli atteggiamenti culturali verso i minori e giovani donne in particolare. La disperazione che spesso spinge i genitori a cedere i loro figli ai trafficanti è spesso aggravata dalla mancanza di esatta comprensione di quanto ciò comporta. Indubbiamente, alcuni genitori sono consapevoli che il loro bambino diverrà vittima di fenomeni di sfruttamento, ma nella maggior parte dei casi le condizioni reali di sfruttamento, abusi e violenze che si subiscono arrivando a destinazione non sono né conosciuti né adeguatamente compresi. La forte correlazione tra la tratta di giovani donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale e bassi livelli di educazione, inadeguata formazione, mancanza di istruzione, di occupazione e opportunità per ottenere reddito, è ampiamente riconosciuta. ( vedi F. Bosco, (Emerging Crimes and Counter Human Trafficking, UNICRI), “Tratta di persone  Nigeria-Italia. Caratteristiche del fenomeno e criticità”).

Secondo le ricerche svolte in Nigeria, un numero considerevole di minori e giovani donne, vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, hanno completato solo la scuola elementare e/o hanno abbandonato la scuola secondaria. Molte famiglie non sono in grado di far fronte ai costi esorbitanti di istruzione e quindi ritirano le loro ragazze dalla scuola. Questo spiega l’alto tasso di analfabetismo, registrato tra le ragazze e le giovani donne. Oltre al loro basso titolo di studio, nella maggior parte dei casi le ragazze non hanno accesso alla formazione professionale. Quindi, pochissime ragazze e giovani donne hanno la possibilità di acquisire un’esperienza professionale adeguata, e difficilmente potranno in futuro essere assorbite nel mercato del lavoro formale. L’aumento della stagnazione economica e dei tassi di disoccupazione nelle loro aree di origine, aggravato da un rallentamento generale della crescita economica e della crisi nel paese, contribuiscono a limitare le loro attuali e future prospettive di guadagnarsi da vivere per se stesse e per le loro famiglie. Per quanto in Nigeria, la maggior parte delle donne contribuiscano in modo significativo al reddito delle loro famiglie trovando impiego nell’agricoltura e nel commercio, lavoratrici domestiche e casalinghe, il loro lavoro rimane fortemente sottovalutato e mal ricompensato. In molti casi le donne povere non hanno capitali e risparmi. Esse hanno inoltre la mancanza di accesso diretto al credito a causa delle loro scarse risorse e la mancanza di garanzie collaterali. Questo è il motivo per cui le donne, soprattutto giovani donne e ragazze, diventano obiettivi primari  dei trafficanti. Il modello standard dell’intero ciclo di sfruttamento delle donne nigeriane comprende reclutamento, viaggio, superamento della/delle frontiera/e, insediamento e inserimento nei circuiti prostituzionali. (F. Bosco, (Emerging Crimes and Counter Human Trafficking, UNICRI), “Tratta di persone  Nigeria-Italia. Caratteristiche del fenomeno e criticità”).

Un elemento di particolare rilevanza è il giuramento che la donna (adulta o minore) deve sostenere di fronte a coloro che partecipano all’organizzazione del viaggio e che l’aiutano ad espatriare ufficializzando anche davanti ad avvocati civili oppure davanti a figure religiose (in genere il baba-low, che svolge una funzione di garanzia e controllo all’interno delle comunità locali) l’impegno alla restituzione del denaro ricevuto. Impegno che viene suggellato tra le parti (donna o giovane migrante e le persone “benefattrici” o “sponsor” – comunemente chiamate maman - che le aiutano nell’impresa) da riti che in parte, si richiamano alle pratiche tradizionali del woodoo o ju-ju.

Questo giuramento celebrato dal baba-low o native-doctor, nello shiran, il luogo preposto alle funzioni rituali, ingiunge alle donne di rispettare senza possibilità di negoziazione, il patto di restituzione del denaro ricevuto una volta arrivate a destinazione ed iniziato il lavoro promesso e prefigurato dalle maman-sponsor. La tenacia e l’ostinazione con cui le ragazze tengono fede al patto, deriva dalla forza con cui il sistema culturale di riferimento è ancora tenuto vivo attraverso queste pratiche rituali. La maman é la benefattrice e lo sponsor dell’operazione di espatrio. Le maman che hanno reso possibile l’espatrio, inviano le donne (adulte e minorenni) dalle loro complici (anch’esse chiamate maman) che risiedono in Italia. A volte sono le stesse maman che avviano il contatto e il reclutamento (in genere a Benin City o a Lagos) delle potenziali vittime, e si trasferiscono insieme a queste ultime per gestire direttamente tutta la fase di assoggettamento; altre volte ancora, invece, sono maman che vivono già in maniera stabile in Italia che tornano regolarmente in patria per reclutare nuove donne da inserire nel mercato della prostituzione. La prostituzione diventa un’imposizione forzata da parte della maman verso la donna coinvolta allo scopo di riavere i soldi dolosamente prestati. Se questo percorso riesce ancora a coinvolgere donne adulte (che con molta probabilità sono maggiormente consapevoli dei rischi di scivolare nei circuiti prostituzionali), si può immaginare purtroppo come si possano coinvolgere le minorenni, la cui capacità di rendersi conto di quanto potrà accadere è senz’altro inferiore. Questi sono, dunque, le fondamentali cause che sembrano spiegare l’incremento significativo delle componenti minorili nigeriane che si registrano negli ultimi due/tre anni nel nostro paese. (vedi “La tratta delle minorenni nigeriane in Italia. I dati, i racconti, i servizi sociali” da pag.25).  Il debito da una parte e la minore età dall’altra, pongono la minorenne nigeriana in una condizione di particolare vulnerabilità – più intensa rispetto alla donna adulta - già al momento della contrattazione del prestito per l’espatrio. In pratica, queste giovani minorenni, partono dal loro paese di origine con un debito che si rivela talmente esoso da influenzare negativamente sin dall’origine l’impatto insediativo nella realtà italiana. La contrattazione che le giovani donne nigeriane riescono ad avere con le maman/sponsor è sin da principio ad esse sfavorevole, poiché implica strutturalmente la loro dipendenza che in seguito si trasformerà in assoggettamento.

Il Programma “Prevenzione e lotta contro la tratta di minori e giovani donne provenienti dalla Nigeria in l’Italia”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, si è appena concluso, in quanto svolto da UNICRI in collaborazione con l’UNODC, autorità nigeriane e ONG nel periodo dal marzo 2008 al febbraio 2010. Progettato come un follow-up del progetto pilota, che è stato attuato nel 2002-2004, il presente Programma intende: creare le condizioni per ridurre la vulnerabilità delle donne e dei minori alla tratta di esseri umani provenienti dalla Nigeria in Italia, attraverso il loro empowerment educativo, economico, sociale e culturale; rafforzare le capacità delle autorità Nigeriane di combattere contro la tratta, prevenire la tratta attraverso l’aumento della consepevolezza pubblica e sensibilizzazione tra la popolazione, assistere le vittime della tratta e favorire il loro reinserimento di successo nelle zone di origine.

Sul fenomeno della tratta Nigeriana in Italia si può visionare il documentario Nera -Not the promised land.

Paesi di origine e transito

Prime informazioni e link per approfondire la conoscenza dei contesti di provenienza e di passaggio

CONTEXTUS © 2009      |     All Rights Reserved

Webmaster: Gabriella Gallizia - Defence for Children International