Orientamenti socio-culturali

Paesi di Origine - Nigeria

A rendere eccezionale la Nigeria sono innanzitutto le sue risorse umane, che ne fanno il paese più popoloso dell’Africa nera. Purtroppo non sono disponibili dati certi sul numero dei suoi abitanti perché di censimenti, dall’indipendenza, ne sono stati fatti solo tre tutti contestatissimi per motivi politico-economici. Infatti, le risorse della Federazione vengono distribuite ai vari stati membri anche in base al numero dei loro abitanti. Inoltre secondo la Banca Mondiale oltre il 50% della popolazione nigeriana, che cresce ad un tasso annuale del 2,5% è al di sotto dei 18 anni, dato cruciale per qualsivoglia transizione che abbia a cuore la stabilità in un paese in via di sviluppo. (vedi M. Emiliani, (2004), “Petrolio, forze armate e democrazia. Il caso Nigeria”, Carrocci Editore, Roma).

La Nigeria è inoltre un melting-pot di una grande varietà di culture e appartenenze etniche. Si registrano oltre 500 dialetti, lingue incluse, e di circa 250 gruppi etnici. Data questa situazione peculiare, appare più che evidente la necessità di distinguere tra lingue “nazionali” e “ufficiali”. La scelta di tre lingue nazionali (Igbo, Hausa e Yoruba) per rappresentare un popolo di una tale diversità etnica e linguistica, appare già problematica. Inoltre è stata scelta come lingua ufficiale l’inglese che gran parte della popolazione non parla e non scrive. La gran parte dei nigeriani sa leggere e scrivere nel suo linguaggio e nel suo dialetto nativo. Infatti, una delle aree che più ha sofferto ritardi nel processo di riforma della Nigeria dopo l’indipendenza è stato il sistema scolastico.

Anni dopo l’indipendenza, il sistema e le strutture sono rimaste la copia carbone di quelle inglesi. Durante questi anni, il programma di studi nazionale continuava a comprendere lo studio del sistema parlamentare inglese e di altri aspetti della cultura e della vita in Gran Bretagna che non avevano assolutamente nulla in comune con la realtà nigeriana.

In un paese ricco di petrolio come la Nigeria, la scolarizzazione rappresenta per molte famiglie ancora un lusso e una merce rara. È una prassi “normale” decidere di mandare a studiare i bambini di sesso maschile a detrimento delle bambine. La formazione scolastica femminile rappresenta tuttora uno dei principali problemi della Nigeria. (Rapporto Sprar 2008/2009, “L’esperienza della Nigeria. Il  dilemma odierno e le prospettive future”).

Inoltre, la popolazione della Nigeria continua a pagare un caro prezzo per lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Nella regione del delta del fiume Niger prosegue la repressione governativa contro i militanti indigeni delle popolazioni locali che da anni protestano contro le compagnie petrolifere straniere (in particolare Chevron-Texaco, Shell e Total-Elf-Fina) per i danni sociali e ambientali prodotti dall'attività estrattiva nella regione. Oltre alla contrapposizione etnico-religiosa tra cristiani e musulmani, negli Stati meridionali della Nigeria si verificano ricorrenti scontri tra le etnie minori, dovuti a dispute sul controllo delle terre coltivabili e dei pascoli, senza alcun carattere di contrapposizione religiosa (vedi Peace Reporter). Per far fronte a questo dilagare della violenza il governo ha fatto intervenire l'esercito. Ciò ha comportato gravissimi abusi e violenze da parte di militari nei confronti della popolazione civile. Ad esempio nell'ottobre del 2001 nello Stato sud-orientale di Benue (dov'erano in corso scontri tribali) duecento civili sono stati massacrati dall'esercito in rappresaglia all'assassinio di alcuni soldati durante precedenti scontri. Tutti questi fatti rimangono regolarmente impuniti, così come le esecuzioni extragiudiziali e le torture commesse dalla polizia e da gruppi paramilitari contro gli oppositori politici, le minoranze etniche e gli indigeni che lottano nel delta del Niger contro le compagnie petrolifere straniere. (vedi Peace Reporter).

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