Contesto storico

Paesi di Origine - Somalia

Nel XIX secolo l’occupazione coloniale porta alla formazione di unità distinte all’interno del territorio somalo. I britannici nel 1886 stabiliscono il Protettorato della Somalia Britannica; l'area meridionale, invece, occupata dall'Italia nel 1892, diviene nota come Somalia Italiana mentre la parte più settentrionale del territorio viene affidata alla Francia, che stabilisce la Somalia Francese, costituita dai territori di Afars e Issas. Nel 1936 l’Italia riunisce i territori in suo possesso con quelli dell'Eritrea e dell'Etiopia per formare lo stato coloniale dell'Africa Orientale Italiana e nel 1940 le truppe italiane invadono il Somaliland britannico, che però gli inglesi riconquistano l’anno seguente. Nel 1947, tuttavia, l'Italia è costretta a rinunciare ai possedimenti in Africa e la responsabilità per l'assetto delle ex colonie viene assegnata ai cosiddetti "quattro grandi" (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica) i quali pongono la questione al vaglio dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’Assemblea Generale approva un piano che assegna all'Italia la sua ex colonia in amministrazione fiduciaria per un periodo di dieci anni (1950-1960), finito il quale la Somalia avrebbe conseguito l'indipendenza. In tal modo, il 1° luglio 1960 la Somalia diviene indipendente e si unisce all'ex protettorato britannico del Somaliland, divenuto indipendente il 26 giugno dello stesso anno.

Nel 1970 Siad Barre, salito al potere in seguito ad un colpo di stato militare, dichiara la Somalia stato socialista e negli anni successivi nazionalizza la maggior parte delle attività economiche del paese. A metà del 1977 il gruppo etnico somalo della regione etiope dell'Ogaden inizia a combattere per la propria autodeterminazione e, sostenuto dalla Somalia, si impadronisce di gran parte del territorio. L'Etiopia, tuttavia, riesce a ripristinare il controllo sulla regione all'inizio del 1978, infliggendo gravi perdite all'esercito somalo. In seguito agli scontri nell'Ogaden circa due milioni di profughi provenienti dall’Etiopia cercano rifugio in Somalia.

Le ostilità con l'Etiopia continuano fino al trattato di pace siglato nel 1988. In questi anni il Movimento Nazionalista Somalo prosegue la campagna militare contro il governo di Barre ed emergono altri movimenti di opposizione sostenuti dai diversi gruppi etnici. Nel 1991, con il proseguire della guerra civile, Barre è costretto ad abbandonare la capitale. Nei due anni successivi circa 50.000 persone muoiono durante gli scontri armati tra opposte fazioni e quasi 300.000 persone perdono la vita a causa della difficoltà di distribuire aiuti e cibo nel paese devastato dalla guerra.

Nel 1992 un contingente della forza di pace delle Nazioni Unite (ONUSOM) viene inviato in Somalia nel tentativo di restaurare l'ordine e di permettere alle organizzazioni internazionali di riprendere la distribuzione di viveri e fornire assistenza umanitaria: all'operazione viene dato il nome di Restore Hope ("riportare la speranza"). L’operazione, tuttavia, fallisce.

Nel corso degli anni novanta il Somaliland, ex colonia britannica, ha dichiarato la propria indipendenza (18 maggio 1991) e dato vita a un vero e proprio stato autonomo e si è dotato di una Costituzione, di un Parlamento e di un ristretto numero di funzionari. In altre regioni del paese (ad esempio nel Puntland, nel Bari, nel Nugal e nel Mudug) sono invece sorti dei governi su base clanica, che hanno assicurato una certa stabilità e la ripresa di una minima attività economica. Una buona parte della Somalia (la fascia meridionale e la regione di Mogadiscio) è rimasta invece in preda a un violento conflitto, alimentato dalla rivalità tra i vari gruppi di opposizione e dalla guerra tra l’Eritrea e l’Etiopia, che ha visto la partecipazione delle milizie di alcuni clan al fianco delle truppe di Asmara.

Nel 2004 viene eletto dalla IGAD (l'organizzazione politico-commerciale istituita nel 1996 dai paesi del Corno d'Africa) un parlamento federale e vengono nominati un presidente ad interim, Yusuf Ahmed, e il Governo Federale di Transizione somalo con Primo Ministro Ghedi. Queste deboli istituzioni non riescono a governare davvero il paese, anche a causa dell'opposizione dei "signori della guerra" di Mogadiscio, quasi tutti membri del governo stesso. Nel  2006 le milizie dei "signori della guerra" riunite nell’ “Alleanza per la Restaurazione della Pace contro il Terrorismo” (ARPCT), iniziano una guerra dichiaratamente contro Al Qaeda ma nella sostanza contro tutto l'integralismo religioso islamico visto come una minaccia alla loro esistenza. Nello stesso anno tuttavia le milizie controllate dalle Corti islamiche con l'appoggio della popolazione civile scacciano da Mogadiscio i signori della guerra e prendono il controllo della parte centro-meridionale del Paese. Per contrastare la loro avanzata e impedire il rovesciamento del governo provvisorio somalo internazionalmente riconosciuto, l'esercito etiope entra in soccorso dell'esercito governativo somalo. Il governo provvisorio si rifugia a Baidoa, perdendo il controllo della capitale.

Si tenta, invano, di trovare un accordo tra Corti islamiche e governo provvisorio, sotto la mediazione di IGAD, Lega araba e ONU.

Nella seconda metà del 2006 le Corti islamiche, attraverso esecuzioni sommarie e gravi limitazioni delle libertà, riescono a riportare una relativa pace in alcune regioni. Successivamente si riacutizzano gli scontri tra le milizie delle Corti islamiche e le truppe fedeli al governo provvisorio di Baidoa.

Nel 2007 gli Stati Uniti entrano militarmente nel conflitto, a supporto dell'esercito etiope e con il sostegno del presidente e del governo somalo. Pochi giorni dopo i signori della guerra accettano di disarmare le loro milizie e di entrare nel nuovo esercito nazionale. Nonostante ciò la situazione a Mogadiscio degenera e gli sfollati raggiungono quota un milione.

Per una ricostruzione della vicenda somala è possibile consultare il dossier a cura del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.), Senato della Repubblica, disponibile al seguente indirizzo


Paesi di origine e transito

Prime informazioni e link per approfondire la conoscenza dei contesti di provenienza e di passaggio

CONTEXTUS © 2009      |     All Rights Reserved

Webmaster: Gabriella Gallizia - Defence for Children International