Orientamenti socio-culturali

Paesi di Origine - Somalia

Dal punto di vista etnico il paese è tra i più omogenei del continente africano: ben il 95% della popolazione è costituita da Somali. Tuttavia, esistono svariati gruppi etnici minoritari tra cui i bantu, gli arabi, gli indiani, i pakistani e gli europei. Nonostante questa omogeneità di fondo, la struttura sociale tradizionale suddivide la popolazione sulla base della discendenza di clan. Il clan diventa il metro con cui orientarsi nella situazione somala e spiega non solo la cultura ma soprattutto la politica di guerra del Paese. I differenti clan seguono una divisione patrilineare e fanno tutti risalire una discendenza mitica con la dinastia dei Quraish, ossia la famiglia del Profeta Mohamed (il profeta dell’Islam). Clan e Islam in questo senso sono molto legati. Esistono 6 clan principali: Digil Merifleh, Hawiye, Daarood, Issaq, Dir, Rahanwayn e ciascuno di questi è composto da un gruppo di sub-clan collegato dalla discendenza da un patriarca comune di sesso maschile.

Un’ omogeneità ancora maggiore si registra sul piano religioso con una percentuale di musulmani pari a oltre il 99% della popolazione. La piccolissima Chiesa cattolica somala costituita dalla diocesi di Mogadiscio è ormai quasi scomparsa a causa delle persecuzioni dei fedeli e della distruzione delle chiese. Nel Paese la libertà religiosa non è tutelata: l’ordinamento prevede infatti la pena di morte per l’apostasia.

Accanto alla religione e alla divisione clanica la lingua è una componente fondamentale dell’identità nazionale somala. Fino al 1972 inglese e italiano erano le lingue ufficiali del governo e del sistema educativo. Oggi invece la lingua ufficiale è il somalo (con diversi dialetti), seguito da italiano, inglese ed arabo.

A proposito del sistema educativo, la scuola dell'obbligo dura fino a 14 anni ma la povertà e l'insicurezza sociale impediscono nei fatti l’adempimento di questo obbligo, ad eccezione di alcune zone urbane. Il tasso di iscrizione alla scuola primaria è del 13% per i bambini e del 7% per le bambine.

Dal 1969 esiste un' università nazionale, l'Università Nazionale Somala che aveva come lingua ufficiale l'italiano, poi sostituito dal somalo.

Il paese, soggetto a periodiche siccità che peggiorano la già precaria situazione di vita della popolazione, ha uno dei tassi di mortalità infantile più alti del mondo: 225 bambini morti per 1000 nati vivi. Le cause principali di morte sono la dissenteria, le infezioni respiratorie e la malaria.
Meno del 30% della popolazione ha accesso all'acqua potabile e la malnutrizione acuta è in crescita e colpisce il 17% della popolazione. Lo stile di vita nomade delle popolazioni rurali della Somalia rende difficile l'implementazione di un programma di vaccinazioni, di conseguenza morbillo e colera costituiscono una pericolosa minaccia.

La Somalia, non avendo un governo riconosciuto da tutte le fazioni in lotta, è uno dei pochissimi stati al mondo a non aver ratificato la Convenzione sui diritti dell'infanzia.

Per ulteriori approfondimenti e analisi cfr. il Rapporto Annuale SPRAR 2008-2009, pp.209-230 e il sito di FMO Forced Migration Online (sito in lingua inglese) disponibile al seguente indirizzo

Una descrizione dettagliata degli orientamenti socio culturali in Somalia è disponibile nel rapporto redatto dall’Unhcr “UNHCR ELIGIBILITY GUIDELINES FOR ASSESSING THE INTERNATIONAL PROTECTION NEEDS OF ASYLUM-SEEKERS FROM SOMALIA” disponibile al seguente indirizzo

 

Paesi di origine e transito

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