Contesto storico

Paesi di Origine - Togo

I primi europei a raggiungere le coste del Togo furono nel XV secolo i portoghesi poi seguiti dai danesi, dai francesi e dagli inglesi.

La grande tratta degli esseri umani che prese piede in Togo tra XVI e il XIX secolo attribuì al territorio il nome tristemente noto di Costa degli Schiavi: da qui furono infatti deportati milioni di persone destinate ai mercati del continente americano.

In un primo momento fu la Danimarca a rivendicare il proprio diritto al controllo della regione fino al 1884, anno in cui il diplomatico tedesco Gustav Nachtigal stipulò una serie di patti commerciali con il sovrano locale Mlapa III (i cosiddetti trattati di Togoville). Tali patti diedero origine a un rapporto privilegiato fra le popolazioni locali e la Germania e in seguito l'intera regione, ribattezzata Togoland, divenne  protettorato e poi colonia tedesca.

I tedeschi introdussero tecniche moderne per la coltivazione di cacao, caffè e cotone e svilupparono le infrastrutture del paese fino a renderle tra le migliori nell'Africa del tempo, esercitando al contempo un certo controllo sui nativi. Tuttavia, durante la prima guerra mondiale le esigue truppe tedesche che presidiavano il Togo capitolarono in poche settimane di fronte ai britannici e ai francesi che in breve tempo si spartirono il paese.

Durante il periodo coloniale, la principale etnia del paese, i Mina, incrementò la propria influenza politica ed economica per via degli antichi legami con gli europei. Gli Ewe, al contrario, si ritrovarono divisi e indeboliti dalla spartizione del Togo fra britannici e francesi e da entrambi i lati del confine iniziarono a premere per la riunificazione. Le speranze degli Ewe svanirono quando il Togoland britannico votò a favore dell'unificazione con il Ghana che, negli stessi anni, stava ottenendo l'indipendenza. Il Togoland francese, invece, dichiarò la propria indipendenza nell'aprile del 1960 costituendo il moderno stato del Togo nel quale Sylvanus Olympio fu eletto primo presidente.

Tuttavia, dopo appena tre anni di presidenza un gruppo di militari uccise il presidente Olimpio; salì al potere il fratello Grunitzky rovesciato a sua volta da un colpo di stato militare nel 1967 dal colonnello Etienne Eyadema. Il nuovo capo di stato governò il paese per 38 anni, fino alla sua morte nel 2005. Il dittatore,  con il sostegno della Francia, sospese la Costituzione e i partiti politici e venne rieletto tramite veri e propri plebisciti nel 1972, 1979 e 1986.

A partire dagli anni ottanta cominciarono i tumulti politici e vennero sventati numerosi colpi di stato, causati anche dalla grave recessione economica: i colpevoli vennero puniti con l’esilio, il carcere a vita o la morte. Ancora, le manifestazioni e gli scioperi degli anni novanta vennero repressi con ferocia e all’ennesima elezione farsa del 1993, a cui l’opposizione non partecipò, la Comunità Europea decise di congelare gli aiuti economici al paese.

Una limitata apertura alle opposizioni si ebbe solo con le elezioni del 2003, in cui Eyadema venne rieletto, grazie a un contestato emendamento alla Costituzione che gli permise di ricoprire un altro mandato, con il 57% delle preferenze.

Nel febbraio del 2005 la morte del dittatore portò nuovi problemi per il paese. Ignorando la Costituzione l’esercito impedì al presidente del Parlamento in visita a Parigi di rientrare nel paese e conferì la presidenza al figlio di Eyadema, Faure Gnassingbé. Dopo alcune nomine e modifiche costituzionali fatte apposta per legittimare a posteriori il colpo di mano, Faure dovette dimettersi sotto pressioni internazionali salvo poi essere eletto a fine aprile.

Le elezioni vennero pesantemente contestate dalle opposizioni e gli scontri di piazza provocarono un numero indefinito di morti insieme a migliaia di profughi che si riversarono nei vicini Benin e Ghana.

In merito alla situazione dei rifugiati togolesi si legga l’articolo  “ Rifugiati dimenticati” disponibile sul sito di Peace Reporter al seguente indirizzo

Per saperne di più sul processo di transizione togolese consulta invece l’articolo “Togo, un anno dopo”, pubblicato su Peace Reporter al seguente indirizzo.

Oppure l’articolo “Successione ad alto rischio in un Togo lacerato” reperibile sul sito, in lingua italiana, di Le Monde Diplomatique al seguente indirizzo.

Paesi di origine e transito

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