Orientamenti socio-culturali

Paesi di Origine - Turchia

Pur essendo al 99% musulmana, la Turchia è uno stato laico. Nel corso degli anni sono state introdotte numerose leggi per preservare il secolarismo: la più nota è quella che vieta alle donne di indossare il velo islamico negli uffici pubblici, a scuola e nelle università. La religione è quindi un fatto privato, ma più importante di quanto comunemente si pensi: è stato calcolato da Emergency che il 55 percento delle donne turche porta il velo.

La popolazione è più giovane della media europea: un quarto dei turchi ha meno di 15 anni, e un tasso di fertilità di 1,92 figli per donna assicura una crescita demografica costante. Nel paese vivono 15-20 milioni di curdi, concentrati nel sud-est del paese e nelle grandi città. Molti sono ormai assimilati e non parlano neanche il curdo; nonostante alcune riforme degli ultimi anni in generale la minoranza subisce tuttora discriminazioni che vanno dall’impossibilità di studiare in curdo alla mano pesante usata contro le richieste di maggiori diritti (Hamit Bozarslan, 2006, La Turchia contemporanea, Bologna, Il Mulino).

La lotta separatista del Partito dei lavoratori curdi (PKK), un movimento inizialmente di ispirazione marxista, è attiva dal 1984 e ha dato il via a un conflitto che finora ha causato, secondo Peace Reporter, circa 40.000 morti.

Nel paese il nazionalismo è molto forte: il sistema scolastico istruisce da subito i bambini sulla vita e le parole di Ataturk, ispirando un vero e proprio culto della personalità. L’esercito, che ha il ruolo di “custode” dei valori repubblicani, è generalmente ben visto dalla popolazione. Particolarmente complesse sono poi le relazioni con la popolazione di origine armena. Il massacro degli armeni durante la prima guerra mondiale, che all’estero è generalmente riconosciuto come un genocidio, in Turchia è considerato il risultato di un conflitto interno, con morti da entrambe le parti (Amnesty International, Emanuele Giordana, 24 aprile 2005, Armeni il massacro negato).

Come esposto da Le Monde Diplomatique, la Corte Costituzionale ha annunciato il 21 gennaio la cancellazione di una legge restrittiva delle prerogative dei tribunali militari. Questa decisione, così come quella dell’interdizione del primo partito pro-kurdo, conferma la presenza di tensioni legate ai tentativi di democratizzazione interna. In compenso, si delinea ad Ankara un consenso intorno alla nuova politica estera della Turchia (La scelta di Ankara: non con l’Oriente né con l’Occidente).

 

Paesi di origine e transito

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