Reti e sistemi territoriali Orientamenti generali

Orientamenti generali - Reti e sistemi territoriali

Elementi centrali e preliminari rispetto a qualsiasi riflessione relativa alle condizioni dei migranti e, nello specifico, dei richiedenti protezione internazionale, sono l’analisi e la conoscenza dei luoghi nei quali e attraverso i quali si sviluppa il loro percorso migratorio e il loro percorso di accoglienza in Italia.

La conoscenza del “contesto”, o meglio dei “contesti”, attraverso i quali si sviluppa il percorso migratorio e il percorso di accoglienza è infatti un prerequisito essenziale per qualsiasi discorso in materia di tutela dei diritti dei richiedenti protezione internazionale e di attivazione delle loro risorse in risposta alle condizioni di vulnerabilità alle quali si possono trovare esposti.

La specifica natura e funzione di ciascun contesto, le possibilità di connessione tra i diversi luoghi/spazi attraverso i quali si sviluppa il percorso di ciascun individuo e di messa in rete delle risorse territoriali, la disponibilità sui territori di servizi mirati e in grado di rispondere alle specifiche esigenze dei richiedenti protezione internazionale costituiscono infatti alcuni degli elementi maggiormente in grado di condizionare e di “porre confini” all’efficacia delle strategie di individuazione e presa in carico dei richiedenti protezione internazionale particolarmente vulnerabili e degli strumenti volti a tutelare e dare attuazione ai loro diritti.

Quali luoghi/spazi?

I bisogni e le vulnerabilità dei richiedenti protezione internazionale ottengono risposta nei centri di accoglienza istituiti in base a quanto previsto dalla normativa nazionale, i quali si trovano inseriti in specifici territori della penisola.

La riflessione sui luoghi/spazi della migrazione e dell’accoglienza non può dunque prescindere:

  • da un lato, da un’adeguata conoscenza dei fini, delle prerogative e delle caratteristiche dei Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo
  • dall’altro, dalla ricostruzione dei più complessi ambiti territoriali nei quali si trovano inseriti

Per approfondire questi argomenti cfr. le schede dei singoli territori, le rubriche Definizioni e Risorse

 

Quali modelli e pratiche organizzative?

Per quanto ogni contesto esprima una propria logica organizzativa, più o meno funzionale ed efficace, e risponda alle istanze e ai bisogni di coloro i quali agiscono entro i suoi confini attivando processi diversi e con gradi diversi di strutturazione e formalizzazione, è comunque necessario individuare alcune pratiche che favoriscano scambi  (strategici, progettuali, culturali, operativi) tra i diversi attori che a vario titolo possano concorrere in generale ad attivare una riflessione di medio respiro sullo sviluppo delle politiche pubbliche relative all’immigrazione nel proprio contesto-bersaglio, e dall’altra specializzare meglio la trama di servizi, interventi e opportunità a favore dei richiedenti asilo e dei rifugiati

Per approfondire questo argomento cfr. la rubrica Strumenti 

 

Quali interazioni? Quali reti?

La condivisione di risorse, prassi e strumenti costituisce uno dei fondamenti per la realizzazione di un sistema efficace, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, di accoglienza e integrazione dei richiedenti protezione internazionale e, in particolare, di individuazione ed adeguata presa in carico dei più vulnerabili tra essi.

In particolar modo in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e in un’ottica di contenimento dei fenomeni di duplicazione e frammentazione dei servizi, il lavoro di rete e la creazione di protocolli e sistemi di raccordo tra enti e istituzioni nazionali ed enti e istituzioni territoriali nonché tra enti ed istituzioni attivi a livello territoriale, costituisce una priorità non più eludibile.

Le interazioni sono relative ad una serie di contenuti che vanno ben oltre la logica dell’invio ai servizi (logica riduzionista che poco risponde alla complessità che deve gestire un CARA come interfaccia tra diritti, bisogni e risposte). Esse possono riguardare direttamente gli ospiti, ma anche gli stakeholders e gli attori intermedi che giocano comunque un ruolo importante nei percorsi di inserimento ed inclusione.  La tipologia di scambi  che vanno attivati se parliamo di investimento sul networking da parte del CARA e prescindiamo dalla sola dimensione fisica e geografica, sono: culturali, scientifici, formativi, relativi all’integrazione tra le risposte sociali e sanitarie da dare all’utenza, progettuali, politico-sociali.  Di conseguenza esistono diverse dimensioni che si intrecciano in una rete (o diverse reti: la sostanza non cambia) e che vanno governate. 

Ne abbiamo citate solo alcune.  L’importante è, pertanto: evitare di sovrapporre rete con territorio (le reti sono qualcosa di più, ruotano attorno al territorio, ma traggono spunti e stimoli anche da altri territorio e al di là della dimensione territoriale); non pensare che una rete si configuri esclusivamente a partire dagli invii che vengono attivati; pensare sempre a network che tengano insieme  aspetti e funzioni immateriali (fare cultura, fare produzione scientifica), aspetti relazionali e internazionali, e aspetti sociali (progettazione, invio e collaborazione tra servizi, etc.).

Per approfondire questo argomento cfr. la rubrica Strumenti 

gruppo-badolato.jpg

CONTEXTUS © 2009      |     All Rights Reserved

Webmaster: Gabriella Gallizia - Defence for Children International